Previdenza

Aprire una pensione complementare per i figli

16 giugno 2026 · Lettura: 5 minuti

Pensare alla pensione di un bambino può sembrare prematuro. Eppure è proprio quando manca tantissimo tempo che ogni euro versato lavora più a lungo. Il tema è diventato di attualità: il Trentino-Alto Adige ha introdotto un contributo per aprire un fondo pensione a ogni nuovo nato, e in Germania si discute una “paghetta previdenziale” mensile per i bambini. Segnali diversi, stessa idea di fondo: iniziare presto cambia il risultato.

Si può davvero intestare un fondo pensione a un figlio?

Sì. È possibile aderire a un fondo pensione anche per un minore o per un figlio maggiorenne ancora fiscalmente a carico. Il genitore versa i contributi a nome del figlio, che resta il titolare della posizione: quei soldi sono e restano suoi, e lo accompagneranno per tutta la vita lavorativa.

Il vantaggio è il tempo

Su un orizzonte di decenni l’interesse composto fa la parte del leone. Per dare un’idea concreta: con 50 € al mese versati dalla nascita fino ai 65 anni, il capitale finale può oscillare indicativamente da circa 120.000 a quasi 300.000 €, a seconda dei rendimenti medi annui. Sono numeri teorici, ma mostrano bene un principio: conta più la costanza che la ricerca del “momento giusto” o dell’importo perfetto.

C’è poi un vantaggio meno visibile: l’anzianità di adesione. Più anni passano dall’iscrizione, più si abbassa l’aliquota fiscale sulla prestazione finale, che scende dal 15% fino a un minimo del 9% dopo 35 anni di partecipazione. Iscrivere un figlio da piccolo significa fargli maturare quell’anzianità con largo anticipo.

Il vantaggio fiscale per il genitore

Finché il figlio è fiscalmente a carico, è il genitore che versa a poter dedurre i contributi dal proprio reddito. Il tetto di deducibilità è di 5.164,57 € l’anno e, con la Legge di Bilancio 2026, sale a 5.300 € dai versamenti del 2026.

Un punto spesso frainteso: il limite è complessivo. Comprende cioè sia i versamenti sul tuo fondo pensione sia quelli per il figlio. Non è un nuovo plafond che si aggiunge al tuo, ma lo stesso tetto da ripartire.

Esempi concreti: Trentino e Germania

Il Trentino-Alto Adige è stata la prima regione italiana ad affrontare il tema: per i nati, adottati o presi in affido dal 1° gennaio 2025 eroga 300 € alla nascita e altri 200 € all’anno per i quattro anni successivi, a condizione che la famiglia versi almeno 100 € annui nello stesso fondo. In Germania, dal 2026, si discute un contributo pubblico di 10 € al mese per i bambini dai 6 ai 18 anni, vincolato fino all’età pensionabile. Approcci diversi, stesso obiettivo: usare il tempo a favore delle nuove generazioni.

Attenzione: i soldi restano vincolati

È l’altra faccia della medaglia. Le somme in un fondo pensione non sono liquide come un libretto: servono a costruire una rendita previdenziale e si recuperano, in linea generale, al pensionamento. Esistono anticipi previsti dalla legge — per spese sanitarie gravi o per l’acquisto della prima casa dopo otto anni — ma vanno considerati eccezioni.

Per questo la previdenza dei figli va affiancata, non sostituita, a una riserva più accessibile: un fondo di emergenza pari ad almeno 3-6 mesi di spese familiari evita di dover toccare i risparmi previdenziali quando arriva un imprevisto. E in caso di difficoltà, il fondo pensione resta flessibile: si possono sospendere o ridurre i versamenti senza penalizzazioni fiscali.

Come impostarla bene

Qualche criterio pratico, al netto del caso specifico:

  • Comparto coerente con l’orizzonte. Con decenni davanti, una linea azionaria ha storicamente più senso di una garantita: la volatilità di breve conta poco quando il traguardo è lontanissimo.
  • Occhio ai costi. I fondi negoziali costano in genere meno dei PIP, ma i vantaggi fiscali compensano gran parte delle spese. Confronta sempre l’indicatore sintetico di costo (ISC) partendo dal documento informativo (KID).
  • Distingui gli obiettivi. Per la pensione serve un piano stabile e “intoccabile”; per progetti a medio termine (una casa, un master) si affiancano piani di accumulo più flessibili. Così si costruisce il futuro senza rinunciare al presente.

Il punto

Una pensione complementare per un figlio non è un prodotto da sottoscrivere d’impulso, ma una scelta di pianificazione familiare: unisce un beneficio fiscale immediato per il genitore a un vantaggio enorme — il tempo — per il figlio. La previdenza, prima ancora che una questione economica, è una questione di mentalità: chi comincia presto, vince due volte.


Ho approfondito questo tema su PartitaIva.it, nell’articolo “Pensione complementare per i figli: in Trentino e Germania il futuro si gioca dalla nascita”.

Questo contenuto ha finalità puramente informative ed educative. Non costituisce una raccomandazione personalizzata né una sollecitazione all'investimento. Ogni decisione va valutata in base alla propria situazione personale. Ricorda che gli investimenti comportano il rischio di perdita, anche totale, del capitale.